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Giudizio penale di seconda istanza e giusto processo - Seconda edizione
2008
IL LAVORO SI OCCUPA DELLO STUDIO DEL PROCESSO PENALE DI APPELLO ALLA LUCE DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE CHE HA INTRODOOTO IL "GIUSTO PROCESSO" NELL''ART.111. LO STUDIO SI PREFIGGE DI VERIFICARE LA COMPATIBILITA'' DEL SECONDO GIUDIZIO CON IL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO E DEGLI ALTRI CANONI FORNDAMENTALI DEL PROCESSO A VOCAZIONE ACCUSATORIA, VISTO L''INNEGABILE FISIONOIMIA DI MECCANISMO DI CRITICA DEL PRIMO GIUDIZIO, COME TALE CARTOLARE E NON ORALE. SI PROPONGOO SOLUZIONI NORMATIVE PER SUPERARE GLI ASPETTI DI FRIZIONE CON IL MODELLO DEL PROCESSO ACCUSATORIO ACCREDITATO IN COSTITUZIONE ALL''ART. 111.
Il giudizio immediato. Metamorfosi di un modello
2018
La monografia preliminarmente prende in esame la c.d. giustizia speciale, scandagliando le ragioni originarie della configurazione di moduli processuali alternativi a quello ordinario, nonché la persistenza della relativa legittimazione. Quanto al giudizio immediato, il lavoro inquadra i diversi paradigmi del rito con particolare attenzione a quello c.d. tipico e a quello c.d. custodiale, quest'ultimo considerato come declinazione autonoma rispetto al primo. Le riflessioni vogliono essere critiche, oltre quindi la lettura esegetica dei singoli snodi soggettivi, oggettivi e procedimentali, sollevando dubbi sulla legittimità costituzionale del rito c.d. custodiale, atteso che lo scopo del lav…
La tutela dei creditori nel caso di confisca per misura di prevenzione: le novità introdotte dalla Legge di stabilità 2013
2013
L'articolo esamina gli strumenti di tutela in favore dei creditori, nel caso in cui i beni del debitore sono oggetto di misura di prevenzione patrimoniale: sequestro o confisca.
La Corte di cassazione tra aspirazioni garantiste e perduranti insensibilità verso il giusto processo d’appello
2013
Il commento alla sentenza, dopo un breve cenno sui requisiti del reato di associazione per delinquere, affronta la questione delle conseguenze della omessa valutazione delle memorie difensive, nonché la questione dei termini per il deposito delle stesse innanzi alla Corte di cassazione; infine ci si sofferma sull'utilizzabilità di dichiarazioni precedentemente rese dall'imputato ed utilizzate per le contestazioni dibattimentali, con una critica sulla interpretazione della disciplina che, nel caso concreto, nega spazio alla legittima aspettativa difensiva dell'imputato.
Condanna senza contraddittorio: un'anacronistica anomalia del processo di appello
2010
Sembra un dato pacifico che il giudizio di seconda istanza sia connaturale al nostro sistema processuale. Invero, dopo un’attenzione dottrinale, legislativa e giurisprudenziale concentrata per almeno un decennio dal varo del nuovo codice di procedura penale sul giudizio penale di primo grado, poi culminata nella riforma dell’art. 111 Cost. – che, come noto, ha fissato le linee guida del giusto processo (con la legge costituzionale n. 2 del 1999) 1 – e nella c.d. legge attuativa sul giusto processo (n. 63 del 2001), è andata aumentando, nel dibattito scientifico, l’attenzione per un ripensamento funditus delle impugnazioni e, in particolare, della fisionomia del giudizio penale di secondo gr…
Osservatorio della Corte costituzionale (n. 6/2015)
2015
Corte cost. n. 48 del 2015 (in tema di concorso esterno in associazione mafiosa, scelta delle misure cautelari e rigidi automatismi: ancora una declaratoria di incostituzionalità)
Contraddittorio e giudizio di appello. Ortodossia europea, resistenze interne e graduale apertura in attesa del "sigillo" del legislatore
2017
La riflessione dello studio in oggetto riguarda la persistente incompatibilità del giudizio di appello con il principio del contraddittorio nella formazione della prova. La disarmonia del processo di secondo grado, sebbene attenuata, è ancora di spessore per il mancato allineamento del legislatore alla necessità dell'imputato di assumere, nell'immediatezza e nel contraddittorio, le prove dichiarative a carico. Vengono sottolineate i timidi mutamenti di prospettiva nella prassi applicativa grazie alle sentenze della Corte europea, che, con la pronuncia Dan c. Moldavia, suggella lo standard minimo per la condanna dopo la sentenza di proscioglimento in primo grado.
L'imparzialità del giudice come condizione del giusto processo nell'esperienza comparatistica
2011
Sulla prova in appello: ancora una lettura del giudizio di seconda istanza quale novum iudicium
2013
La Corte di cassazione, con la pronuncia in commento, affronta il tema della rinnovazione dell’istruzione dibattimentale in appello, ponendo l’accento sin da subito su due assunti che, almeno sul piano giurisprudenziale, sembrano indiscussi: da un lato, il carattere eccezionale dell’istituto, in coerenza con la presunzione di completezza dell’accertamento probatorio che caratterizza il giudizio di primo grado , e, dall’altro, il dovere in capo al giudice procedente di motivare in modo congruo, logico e corretto le ragioni che, nella discrezionalità pure concessagli, lo abbiano persuaso a non accogliere le richieste probatorie delle parti . Poste tali premesse, la Corte ritiene fondate le ce…
Il precario equilibrio dei diritti fondamentali nel Mandato di Arresto Europeo e il ruolo supplente della Corte di Giustizia
2021
Il contributo affronta il tema del Mandato d’Arresto Europeo nel prisma del principio di proporzionalità, mettendo in luce le evoluzioni giurisprudenziali, con particolare riferimento ad alcuni fondamentali arresti della Corte di Giustizia. L’analisi consentirà di evidenziare la progressiva valorizzazione del suddetto principio nella prospettiva della gestione dei rapporti giurisdizionali tra Stati, sebbene ancora sussista un evidente vuoto normativo.